mercoledì 13 settembre 2017

DDL ANTIFASCISMO AD UN PASSO DALL'OK ,APPROVATO GIA' ALLA CAMERA.

La propaganda del regime fascista e nazifascista anche attraverso la produzione, la distribuzione o la vendita di beni che raffigurano persone o simboli ad essi chiaramente riferiti è a un passo dal diventare un reato previsto dal codice penale. L'Aula della Camera approva la proposta di legge di Emanuele Fiano che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra, con 261 sì, 122 no e 15 astenuti (nulla invece sui regimi totalitari di Sinistra; Stalin, Mao e Pol Pot la fanno franca). Il centrodestra contesta il provvedimento che ora deve passare al Senato. Fratelli d'Italia aveva provato, senza riuscirci, a far slittare l'esame del testo a dopo gli altri provvedimenti in calendario per questa settimana. "E' una follia discuterlo ora", aveva detto Giorgia Meloni, mentre Ignazio La Russa aveva attaccato con ironia il Pd: "Ora sì che Renzi è antifascista: sta veramente rottamando tutti gli accendini e i portachiavi del disciolto e tanto vituperato partito fascista... E Fiano è solo una foglia di fico". Duro anche Francesco Paolo Sisto di FI, secondo il quale il ddl "rischia di diventare una 'polpetta avvelenata' sia per i cittadini sia per i giudici". Ma il Pd difende il testo: "L'antifascismo è la cifra di chi difende la libertà, e le opinioni non vengono represse da questo testo", dice il relatore e 'padre' del ddl Emanuele Fiano. "La norma contro l'apologia del fascismo è necessaria. Per l'oggi, non per fare processi o rivisitare il passato", sostiene Walter Verini commentando il via libera al provvedimento che avviene a pochi giorni dalla minaccia di Forza Nuova di organizzare una nuova "marcia su Roma" per fine ottobre.

lunedì 11 settembre 2017

GIARDINI NAXOS - EXTRACOMUNITARIO PRENDE A TESTATE UN AUTO DURANTE LA FESTA DELLA RACCOMANDATA

GIARDINI NAXOS - MOMENTI DI TENSIONE L'ALTRA SERA DURANTE LA FESTA DELLA RACCOMANDATA,INTORNO ALLE 22.30, A GIARDINI NAXOS, NELLA CENTRALISSIMA PIAZZA SAN PANCRAZIO, DOVE UN EXTRACOMUNITARIO DALL'APPARENTE ETA' DI CIRCA TRENTA ANNI , HA DATO LUOGO A DELLE ESCANDESCENZE,PRENDENDO ALL'IMPROVVISO DI MIRA UN AUTO PARCHEGGIATA DAVANTI AL SUPERMERCATO DECO',NEI PRESSI DELLA POSTA,NELLA VICINA PIAZZA SAN PANCRAZIO,MANDANDO IN FRANTUMI SIA IL VETRO POSTERIORE, E DANNEGGIANDO PARTE DELLA CARROZZERIA POSTERIORE ,DI UN AUTO, REGOLARMENTE PARCHEGGIATA NEL SUDDETTO LUOGO. ALLA SCENA TERRIBILE ,HANNO ASSISTITO NUMEROSI PASSANTI,BAMBINI E ANZIANI E TURISTI,CHE TERRORIZZATI SI SONO ALLONTANATI DALLA ZONA, DOVE PRONTAMENTE SONO INTERVENUTI I CARABINIERI E PERSONALE DEL 118 CHE HA ACCOMPAGNATO, L'EXTRACOMUNITARIO ALL'OSPEDALE SIRINA PER LE FERITE RIPORTATE DAL GESTO SCONSIDERATO,COMMESSO SENZA APPARENTE MOTIVO. ALCUNI TESTIMONI,CI HANNO RIPORTATO,CHE L'EXTRACOMUNITARIO IN QUESTIONE,PROBABILMENTE CLANDESTINO, RESIDENTE DA TEMPO A GIARDINI NAXOS, NEL PRIMO POMERIGGIO E' STATO VISTO SUL LUNGOMARE CON UN UCCELLINO CON LA TESTA MOZZATA TRA LE MANI,CAMMINARE SUL CORSO ,CON LO SCONCERTO DI TANTI RAGAZZI CHE TEMEVANO CHE LO STRANIERO AVREBBE COMMESSO ALTRI REATI SCONSIDERATI. LA COMUNITA' CHIEDE PIU' CONTROLLI SUL TERRITORIO,E CHIEDE ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ESPELLERE TALI SOGGETTI,CHE RAPPRESENTANO UN GRAVE PROBLEMA PER L'ORDINE E L'INCOLUMITA' PUBBLICA DEI GIARDINESI.

giovedì 7 settembre 2017

GIARDINI NAXOS - IL SINDACO LO TURCO DEDICA UNA VIA A NORMA COSSETTO UCCISA DAI COMUNISTI DI TITO

GIARDINI NAXOS - L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CAPEGGIATA DAL SINDACO LO TURCO DEDICA UNA VIA DEL PAESE A NORMA COSSETTO,UCCISA DAI PARTIGIANI COMUNISTI DI TITO. TITOLAZIONE SPINTA INIZIALMENTE DAL PORTAVOCE DELLA DESTRA RADICALE MASSIMO ADONIA, E POI RATIFICATA DEFINITIVAMENTE DAI CAMERATI GIARDINESI DOTT. GIUSEPPE SCALISI DI FORZA NUOVA E DAL SINDACALISTA MISSINO GIUSEPPE RUSSO DETTO PEPPINO. UN SUCCESSO DELLA DESTRA RADICALE DI QUESTO PAESE ,UN ESEMPIO DI DEMOCRAZIA E GIUSTIZIA PER CHI OSSERVA LA STORIA SENZA FAZIOSITA', ANCHE PERCHE' IN PASSATO SONO STATI DEDICATI A DE PASQUALE E MANGANO , EX COMUNISTI, ALCUNE VIE E IMPORTANTI UFFICI,FRA QUESTI LA BIBLIOTECA COMUNALE DI GIARDINI NAXOS. La storia di Norma Cossetto..... Nel 2017 c'è ancora chi crede che le foibe siano state una forzatura di qualche storico sprovveduto. Così come ci sono ancora italiani che non sanno neppure di cosa stiamo parlando. Pulizia etnica. Genocidio nei confronti della popolazione di lingua italiana, ecco di cosa parliamo. Siamo negli anni della Seconda guerra mondiale. E gli slavi, guidati dal comunista Tito, seguono il loro disegno nazionalistico di conquista di un territorio ricco e dalle grandi potenzialità, anche ambientali: nella provincia della Venezia Giulia e della Dalmazia, i comunisti che qualcuno ha ribattezzato 'titini' - per non sporcarsi troppo le mani -, strappano centinaia e centinaia di italiani dalle loro case e li portano via. Ma non in un posto qualsiasi. Li trascinano fino ai bordi di quei crepacci naturali che sono, appunto, le foibe: imbuti che sprofondano nelle voragini della terra fino a 200 metri. Come un grattacielo che finisce a testa in giù e si sviluppa nel buio della terra. I comunisti mettono gli abitanti di quei luoghi in riga, un filo di ferro legato al polso - fino a stritolarne la carne -, formando una catena umana. Il primo della fila viene fucilato e con il suo peso trascina nella foiba tutti gli altri. Vivi. Trecentomila persone fuggirono a questa furia comunista, ma tra loro non c'era Norma Cossetto, diventata, in qualche modo, l'esempio emblematico di quello che le donne subirono in quei giorni bui della nostra storia. Norma aveva 24 anni quando, il 24 settembre 1943, un gruppo di partigiani irruppe in casa sua, a Santa Domenica di Visinada (Pola), razziando un po' di tutto. Qualche colpo di pistola ai materassi in camera da letto, giusto per spaventare Norma, la mamma e la sorella, e poi via. Il giorno dopo i partigiani tornarono a fare visita nella stessa abitazione. Forse Norma gli era sembrata una ragazza troppo carina per lasciarsela sfuggire. Così la prelevarono con la forza imponendole di aggregarsi alle bande comuniste di Tito. Norma si rifiutò. Allora la rinchiusero, insieme ad altre persone, per giorni, in una caserma che era stata della Guardia di Finanza. Quel momento sancì l'iniziò del suo martirio. La rinchiusero in una stanza, la legarono a un tavolo con alcune corde, e per una notte la donna fu in balia di diciassette aguzzini che la violentarono senza sosta né pietà. La seviziarono, pugnalandole i seni e torturandola nei genitali. Stanchi e soddisfatti decisero, quindi, di gettarla ancora viva nella prima foiba che capitò loro a tiro. Norma venne ritrovata dopo ore da una donna, che da casa sua sentiva l'eco dei gemiti, dei lamenti strazianti. Sevizie simili furono trovate su altri corpi di donne. Ma nell'Italia di oggi, su questa pagina vergognosa della storia comunista, c'è ancora qualcuno che preferisce mugugnare, ancora negare, ancora dimenticare. Noi no.